AD ORIA TUTTO HA UN PREZZO!

livellaL’idea del privato che mette a disposizione propri fondi per ristrutturare un parco archeologico ricevendo in cambio l’impegno da parte dell’Amministrazione di intestare lo stesso ad un suo caro defunto non può che essere accolta con favore.  Arrivare addirittura a vincolare perpetuamente la città con l’impegno di intestare anche una piazza, francamente mi sembra un po’ troppo!

In sostanza qui da noi chi ha i soldi può ottenere l’intestazione di una piazza o di una via per un proprio caro defunto, chi non ce l’ha deve rassegnarsi ed attaccarsi al più classico dei tram. il Sindaco Pomarico, che evidentemente non conosce o apprezza la livella del principe de Curtis, ha definito quella del recupero del parco archeologico una cosa epocale per Oria: che visione ristretta delle cose! Non c’era bisogno di vendere una piazza per recuperare il parco. Sarebbe bastato non dare indirizzo di realizzare l’unificazione dei due cimiteri, almeno per ora, e destinare al recupero archeologico in questione quello stanziamento per il camposanto di 250 mila euro, dei quali oltre 26.000 appena impegnati senza alcuna evidenza pubblica (come al solito) in favore di un tecnico molto vicino a qualche consigliere di maggioranza e a qualche assessore e già destinatario di altri incarichi importanti (economicamente).

Non è per contestare a tutti i costi, perché sono abituato ad essere molto pratico e sicuramente io per primo non sputerei su soldi privati per realizzare opere pubbliche, ma qui c’è qualcuno che tra poco sarà disposto a vendersi la madre per qualche euro.

A farne le spese (si fa per dire) un eroe indiscutibile della seconda guerra mondiale: il giovanissimo vice brigadiere dei Carabinieri Salvo D’Acquisto, medaglia d’oro al Valore Militare, al quale nel 1988 fu intitolato il largo retrostante il palazzo municipale, compresa l’intera area archeologica.

Chissà perché sono convinto che chi ha voluto votare in Consiglio l’approvazione della convenzione con il privato ed il progetto di recupero del parco archeologico senza neanche leggerli, neanche lo sapeva che Oria, probabilmente meglio rappresentata in passato rispetto ad oggi, nel 1988 si era concessa l’onore di intestare quella ampia area, poi interessata dai ritrovamenti archeologici, al vice brigadiere dei Carabinieri Salvo D’Acquisto.

La convenzione approvata recita testualmente: «Nel caso in cui la Giunta e/o il Consiglio Comunale di ORIA deliberasse di modificare l’intitolazione del parco archeologico e della piazza antistante, la Famiglia …. avrà la facoltà di richiedere il rimborso di tutte le spese sostenute per la realizzazione dei lavori fatti eseguire sul sito in oggetto e il Comune di ORIA dovrà provvedere alla restituzione delle somme rinunziando ad ogni eventuale azione od eccezione».

A commento di tutto quanto esposto, riporto la motivazione della decorazione del vice brigadiere “beato” Salvo D’Acquisto, invitando alla riflessione soprattutto il consigliere Emilio Pinto che ha sentito il bisogno di dichiarare di aver espresso un voto responsabile per Oria, così facendo negando un breve rinvio per consentire il necessario approfondimento della questione a quanti (compreso lui, peraltro) non avevano avuto la possibilità di visionare le carte.

Esempio luminoso di altruismo, spinto fino alla suprema rinunzia della vita, sul luogo stesso del supplizio, dove, per barbara rappresaglia, erano stati condotti dalle orde naziste 22 ostaggi civili del territorio della sua stazione, non esitava a dichiararsi unico responsabile d’un presunto attentato contro le forze armate tedesche. Affrontava così da solo, impavido, la morte imponendosi al rispetto dei suoi stessi carnefici e scrivendo una nuova pagina indelebile di purissimo eroismo nella storia gloriosa dell’Arma“.

 VERGOGNAMOCI UN PO’, PER FAVORE!

 

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