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C’É QUALCUNO CHE MANGIA DROGA QUOTIDIANA …

10 feb

Ho fatto passare ben quindici giorni dall’ultimo Consiglio Comunale prima di esprimere il mio pensiero in merito. Si trattava, voglio ricordarlo, del Consiglio monotematico chiesto dalla minoranza sulla questione degli errori presenti negli avvisi dell’imposta sulla pubblicità e della tassa per l’occupazione del suolo pubblico (passi carrabili).

Ho fatto trascorrere tutto questo tempo per evitare di esprimermi a caldo su ciò che è successo lo scorso 24 gennaio, ma anche per poter disporre del verbale ufficiale del Consiglio Comunale (che ho ricevuto ieri e che pubblico), considerata la necessità di essere preciso visto quanto ascoltato durante la seduta. In queste due settimane mi sono preso una mezza pausa di riflessione come forse qualcuno avrà notato: per esempio il sig. Sindaco che, per quanto ha lasciato chiaramente intendere, ne avrà avuto sollievo.

Intendo proporre alcune mie riflessioni ed alcuni interrogativi che mi sono posto in queste due settimane. Lo farò a puntate, per non annoiare nessuno, e utilizzando il massimo garbo possibile per non urtare la suscettibilità (a quanto pare assai sensibile) di alcuni attori di questa vicenda. Il titolo di questo articolo è tratto da una frase pronunciata durante l’ultimo Consiglio Comunale dal Sindaco Pomarico che voleva stigmatizzare la voglia di apparire “di qualcuno” su internet: davvero emblematico, se si considera che appena un giorno dopo egli stesso ha attivato un profilo su Facebook. Anche questo ultimo elemento rientra nel contesto di una seduta consiliare che definire allucinante è dir poco. La politica oritana è allucinante e mortificante e l’unica cosa che continua ad alimentare la mia voglia di occuparmene è proprio questo modo di fare dell’attuale Amministrazione: tanta propaganda e poca sostanza, tanto fumo e niente arrosto o, senza che nessuno si offenda, solo tante “chiacchiere e distintivo”.

RIFLESSIONE ODIERNA:

Purtroppo sembrerebbe che i miei interventi su questo blog e l’attività di opposizione, mio malgrado, possano produrre effetto contrario a quello da me sperato.

Mi spiego meglio: ormai ho la certezza che le azioni intraprese dalla minoranza, anche utilizzando i blog locali, che hanno indotto una serie di retromarce dell’amministrazione su varie questioni, non vada proprio più giù a qualcuno. E pensare che qualche politico esperto ci ha rimproverato di agire troppo presto, prima che si concretizzino i danni, fornendo- a suo dire- sempre “IN TEMPO” una ciambella di salvataggio all’Amministrazione. In effetti è vero, ma il nostro obiettivo è proprio quello di evitare i danni, soprattutto economici che ricadrebbero sulle spalle di noi cittadini. Evidentemente però la necessità di dover operare in più circostanze una inversione di marcia ha determinato una caduta dell’autostima di questa Amministrazione che, ad un certo punto, ha deciso, pur di negare la propria inadeguatezza, di mostrare i muscoli in Consiglio ed andare avanti a colpi di maggioranza. Quanto appena asserito risulta molto evidente leggendo il VERBALE DELL’ULTIMO CONSIGLIO COMUNALE (CLICCA QUI PER LEGGERE IL VERBALE); chiedo, almeno a chi è appassionato, di leggerlo attentamente… e peccato che lo scritto non renda il tono utilizzato da qualcuno durante il proprio intervento.

Nella fattispecie è successo che pur di non darla vinta al sottoscritto ed alla minoranza sulla questione relativa all’arrotondamento delle misure delle insegne di esercizio, la maggioranza ha deciso di costruirsi una propria teoria (la stessa della Andreani Tributi) citando giurisprudenza relativa a casistica differente e tacciando quanto dal sottoscritto sostenuto con il supporto di giurisprudenza (questa si, aderente al caso) e circolari ministeriali come una semplice opinione, rispettabile, ma pur sempre un opinione personale (Consigliere Tommaso Carone dixit). Durante la seduta- prima l’Assessore Pinto, poi i Consiglieri Mauro Marinò e Tommaso Carone si sono pronunciati in favore della teoria della Andreani Tributi, teoria che in precedenza era stata della Soget e che il sottoscritto (allora Assessore ai Tributi) aveva disapprovato perché, allora come ora, non in linea con la legge e vessatoria per i commercianti, una teoria che del resto non fatico ad immaginare sia comune a quasi tutte le Società concessionarie (Cicero pro domo sua, come si suol dire).

Ancora oggi, l’Assessore al ramo, attraverso un suo comunicato stampa, continua a sostenere che non vi è stato errore nel calcolo dell’imposta, in sostanza negando quanto riportato nella circolare 2/DF o rifiutandosi di applicarlo in danno dei commercianti oritani. (CLICCA QUI PER LEGGERE LA CIRCOLARE CHE L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE FINGE DI IGNORARE)

Qualcuno, non so quanto scientemente e magari per spostare l’attenzione su altre questioni, durante e anche dopo il Consiglio, ha portato elementi di confusione nel ragionamento relativo alle insegne di esercizio, inutilmente sciorinando le differenze tra i diversi oggetti d’imposta (figura piana, marchi, pubblicità di prodotto, messaggi al pubblico, striscioni, ecc.) che nulla hanno a che vedere con la questione delle insegne: su questo blog e anche in aula consiliare ho sempre parlato di arrotondamento della misura delle INSEGNE DI ESERCIZIO.

Per concludere, durante il consiglio dello scorso 24 gennaio:

  1. Abbiamo mostrato la RISOLUZIONE 2/DF emanata il 24 aprile del 2009 dal Ministero delle Economia e delle Finanze- Direzione federalismo fiscale- chiarissima sulla questione degli arrotondamenti delle insegne di esercizio;
  2. abbiamo rappresentato che la Pubblica Amministrazione ha il dovere di seguire la prassi Ministeriale ma anche che, in caso di contenzioso, il Giudice Tributario solitamente non ne tiene conto (in tal caso in danno del contribuente);
  3. abbiamo chiesto di inserire nella proposta di deliberazione della maggioranza (sostitutiva di quella da noi presentata) semplicemente un indirizzo alla Giunta di indicare alla società concessionaria di attenersi alle circolari e risoluzioni ministeriali, considerato che tra gli obblighi contrattuali della Andreani Tributi c’è anche quello di «osservare e applicare le norme generali e comunali vigenti nelle materie oggetto della concessione e relative interpretazioni fornite dal comune, nonché le tariffe approvate dal comune». Sarebbe bastato questo per evitare una vera e propria ingiustizia ai danni delle categorie produttive interessate.

Quanto richiesto ci è stato negato e la domanda che sorge spontanea è: PERCHÉ?

Quali difficoltà può avere l’Amministrazione a chiedere alla ditta di applicare una circolare, se non quella infantile di non volerla dare vinta alla controparte politica?

IL TEOREMA È DIMOSTRATO! PUR DI NON AMMETTERE L’ERRORE E DI NON DARE RAGIONE A CHI LO AVEVA EVIDENZIATO IN MANIERA CIRCOSTANZIATA, QUALCUNO È DISPOSTO A NEGARE ANCHE L’EVIDENZA.

 

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