CHE CUORE GRANDE

Che cuore grande ha l’Amministrazione Comunale di Oria: con la recente delibera di Giunta Comunale n. 168 del 26 ottobre scorso ha deciso di favorire l’inserimento lavorativo dei cosiddetti soggetti svantaggiati e per fare ciò utilizzerà il prossimo appalto per i lavori di pulizia degli immobili comunali che sarà affidato ad una cooperativa sociale di tipo B.

Attualmente il servizio è svolto dalla società “Servizi Integrati Srl” con sede legale a Roma e sede amministrativa a Bari, affidataria dei servizi di pulizia degli immobili comunali sin dall’inizio del 2008, attualmente in proroga da molti mesi. La ditta “Servizi Integrati Srl” ha in carico tre lavoratori, tutti di Oria, che erano già stati alle dipendenze  del precedente affidatario e che furono mantenuti nonostante in precedenza non avessero avuto la fortuna di sottoscrivere un contratto che li salvaguardasse in tal senso.

Ora il Sindaco Pomarico e la sua Giunta hanno deciso di affidare i servizi di pulizia ad una cooperativa sociale sfruttando quanto disposto dalla Legge 391 del 1991 che, all’art. 5, così recita:

Art. 5

Convenzioni

1. Gli enti pubblici, compresi quelli economici, e le società di capitali a partecipazione pubblica, anche in deroga alla disciplina in materia di contratti della pubblica amministrazione, possono stipulare convenzioni con le cooperative che svolgono le attività di cui all’articolo 1, comma 1, lettera b), ovvero con analoghi organismi aventi sede negli altri Stati membri della Comunità europea, per la fornitura di beni e servizi diversi da quelli socio-sanitari ed educativi il cui importo stimato al netto dell’IVA sia inferiore agli importi stabiliti dalle direttive comunitarie in materia di appalti pubblici, purché tali convenzioni siano finalizzate a creare opportunità di lavoro per le persone svantaggiate di cui all’articolo 4, comma 1.

2. omissis

3. omissis

4. Per le forniture di beni o servizi diversi da quelli socio- sanitari ed educativi, il cui importo stimato al netto dell’IVA sia pari o superiore agli importi stabiliti dalle direttive comunitarie in materia di appalti pubblici, gli enti pubblici compresi quelli economici, nonché le società di capitali a partecipazione pubblica, nei bandi di gara di appalto e nei capitolati d’onere possono inserire, fra le condizioni di esecuzione, l’obbligo di eseguire il contratto con l’impiego delle persone svantaggiate di cui all’articolo 4, comma 1, e con l’adozione di specifici programmi di recupero e inserimento lavorativo. La verifica della capacità di adempiere agli obblighi suddetti, da condursi in base alla presente legge, non può intervenire nel corso delle procedure di gara e comunque prima dell’aggiudicazione dell’appalto.

In sostanza con la previsone di affidamento ad una cooperativa sociale di tipo B l’Amministrazione intende

EVITARE UNA PUBBLICA GARA

e, fatto più grave,

MANDARE A CASA GLI ATTUALI LAVORATORI.

CIÒ FACENDO, AIUTEREBBE ALCUNI SOGGETTI DEBOLI A DISCAPITO DI ALTRI CHE, DI CONSEGUENZA, LO DIVERREBBERO!

È indubbio infatti che se da un lato la cooperativa di tipo B deve necessariamente impiegare persone svantaggiate, dall’altro gli attuali lavoratori non presentano le caratteristiche di soggetti svantaggiati, né il servizio in affidamento consentirebbe di affiancare ai lavoratori attualmente impiegati altri cosiddetti “svantaggiati”.

A questo punto mi rivolgo agli esperti della materia, ai SINDACALISTI (COME IL SIGNOR SINDACO, PER ESEMPIO) per chiedere loro:

È COMPATIBILE QUANTO DELIBERATO DALLA GIUNTA CON LA CLAUSOLA SOCIALE CONTENUTA NELL’ART. 4 DEL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO PER I DIPENDENTI DA IMPRESE ESERCENTI SERVIZI DI PULIZIA E SERVIZI INTEGRATI/MULTISERVIZI DEL 19 DICEMBRE 2007 RINNOVATO IL 31 MAGGIO 2011, REGOLARMENTE SOTTOSCRITTO DAI TRE LAVORATORI CHE ATTUALMENTE PRESTANO SERVIZIO PER LA SOCIETÀ “SERVIZI INTEGRATI SRL”?

Copio ed incollo da una rivista specializzata del luglio 2011 che così argomenta in merito:

«Il rinnovato art.4 del Ccnl è applicabile a tutti i casi di cessazione di appalto di servizi per qualunque motivo (il più comune dei quali è la scadenza del contratto stesso) nel quale l’appaltante procede ad una nuova aggiudicazione d’appalto che viene assegnato ad un’azienda diversa dalla precedente. In questi casi i rapporti di lavoro presso la prima azienda appaltatrice vengono a cessare e la nuova azienda appaltatrice potrebbe instaurare nuovi rapporti di lavoro a condizioni economiche differenti e, soprattutto, con personale diverso da quello impiegato precedentemente.
Per tutelare i lavoratori nei cambi di appalto, le parti sociali hanno previsto una procedura da seguire da parte di entrambe le aziende ed il mantenimento in servizio dei lavoratori
precedentemente impiegati, ove possibile.
La disciplina prevista è valida sia per l’impresa cessante che per quella subentrante a prescindere dalla tipologia giuridica delle stesse, ivi incluse le società cooperative».

Nel nostro caso non si tratta di “nuova aggiudicazione d’appalto” bensì di affidamento ad una cooperativa, tuttavia a mio modesto avviso la clausola sociale di cui godono gli attuali lavoratori non può ugualmente essere compressa.

Infine, per una migliore comprensione della vicenda, riporto le categorie di soggetti “svantaggiati” ai sensi della normativa vigente:

– gli invalidi psichici, fisici e sensoriali;
– gli ex degenti di ospedali psichiatrici, anche
giudiziari;
– i soggetti in trattamento psichiatrico;
– i tossicodipendenti;
– gli alcolisti;
– i minori in età lavorativa in situazione di difficoltà familiare;
– le persone detenute o internate negli istituti penitenziari e i condannati e gli internati ammessi
alle misure alternative alla detenzione e al lavoro all’esterno

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