È MEGLIO UN PRATO INGLESE!

Che il Sindaco Pomarico ci abbia abituati a decine e decine di lettere, che non hanno prodotto alcun effetto se non quello di assicurare al primo cittadino ed alla sua amministrazione delle magre figure, non è certo un mistero.

La lettera che qui pubblico, scritta da Cosimo Pomarico il 31 gennaio del 2013,  non è una di quelle da pubblicare per propaganda (di ciò che in realtà non si riesce a fare) come accaduto nelle altre circostanze, ma da tenere rigorosamente nel cassetto. E di effetti ne ha prodotti eccome: la revoca di un finanziamento di 500.000 euro e con cofinanziamento da parte del Comune pari a zero, richiesto ed ottenuto dalla precedente amministrazione in seguito alle disastrose piogge che interessarono il territorio comunale tra novembre e dicembre 2008 e che provocarono oltre 200.000 euro di danni alle infrastrutture pubbliche in aggiunta ai danni enormi subiti soprattutto dagli operatori agricoli; all’epoca l’Amministrazione dichiarò lo stato di calamità naturale.

Revoca

                                                                                                        lettera Sindaco

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Chi, per esempio, abita nella zona compresa tra Via Spirito Santo e via Tito Livio (ma le zone di Oria interessate dal fenomeno sono diverse), quando si verificano precipitazioni piovose importanti vive nell’angoscia che possa allagarsi il garage o lo scantinato o, addirittura, la casa, come già accaduto. Tutti gli abitanti delle zone interessate dalla fiumana che, quando le piogge sono insistenti, scorre dalla parte alta della Città verso la periferia in direzione Latiano, sanno che nulla accade fino a che il Canale della Pezza dell’Abate fa il suo lavoro… ma quando non ce la fa più a trovare sfogo nel suo punto di destinazione, succede “la fine del mondo”.

Il finanziamento che il Comune di Oria aveva ottenuto serviva per il recupero funzionale della Vora Danusci, voraggine naturale sita nei pressi della strada provinciale Oria-Torre S.S. che, come detto, raccoglie le acque meteoriche della rete di drenaggio urbano dell’abitato di Oria ed in particolare del canale denominato “della Pezza dell’Abate”.

In sostanza il Sindaco, senza interpellare nessuno (né il Consiglio Comunale e neanche la Giunta) ha ritenuto che, nonostante il Comune avesse già speso circa 20.000 euro in studi idrogeologici (e quelli si che rientravano nel quadro economico dell’opera), non si poteva permettere di investire su un’opera così importante qualche decina di migliaia di euro e valeva la pena rinunciare a 500 mila euro e ad un opera che a lui evidentemente non interessava. ALLA FACCIA DEGLI ORITANI!

Però i soldi (quasi 35.000 euro!!!) per l’incarico ad un tecnico di fiducia, affidato senza neanche una gara tra l’altro, per il progetto relativo alla fusione dei cimiteri vecchio e nuovo ci sono eccome! e mi fermo qui, perché l’elenco potrebbe essere lungo.

Ma la questione è molto più complessa e grave di come l’ho riassunta e sarà compito della magistratura contabile districarla per verificare (come credo) se il Sindaco con questa lettera e con una decisione della quale non aveva neanche la competenza, ha prodotto danni erariali alle casse comunali.  Inoltre, considerato che l’opera a cui si è deciso di rinunciare riguarda, oltre la salvaguardia delle cose pubbliche e private anche la incolumità delle persone, forse anche altre responsabilità sono ravvisabili in una tanto scellerata decisione!

UN DANNO È CERTO, ED È QUELLO CHE MOLTI CITTADINI PATIRANNO QUANDO SI VERIFICHERÀ UN EVENTO ATMOSFERICO GRAVE COME QUELLO DEL 2008!

MA DEL RESTO SI SA: È MEGLIO UN PRATO INGLESE, O UNA ILLUMINAZIONE ARTISTICA, O UNA BELLA ROTONDA, O LA MUSICHETTA NEL CENTRO STORICO, O LE BANDIERE DI NATALE, O LE SCALINATE A TASTIERA, O IL PORTO TURISTICO, O …

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