I CONTI NON TORNANO

Su “Lo Strillone” on line, avanti ieri è stato postato un articolo a firma del Direttore che sosteneva la tesi secondo cui sarebbe in atto una sorta di adattamento della cittadinanza alla ingombrante presenza delle strisce blu. Sono d’accordo su tale teoria, anche perché l’adattamento è insito nella natura umana che, senza, non si sarebbe evoluta. Considerando tuttavia il numero di famiglie residenti sulle vie interessate dai parcheggi a pagamento, il relativo parco automobilistico, il numero di abbonamenti sottoscritti ed i dati dei primi introiti, mi sembra di poter affermare che l’adattamento dell’Oritano fino ad oggi si sia manifestato soprattutto attraverso la ricerca di parcheggi alternativi non a pagamento. Ciò che non mi torna proprio di quanto letto nell’articolo è il dichiarato entusiasmo degli addetti ai lavori con riferimento alle cifre del servizio, pur nella considerazione che si tratta dei primi tre giorni. Per la verità, da attendibili informazioni in mio possesso, il cosiddetto “scassettamento”, vale a dire la raccolta delle monete dai parcometri, sarebbe avvenuta nella giornata di sabato 3 novembre, pertanto “il raccolto” si riferirebbe alle giornate di martedì 30 ottobre, mercoledì 31, venerdì 2 novembre e, seppure parzialmente, sabato 3 e gli abbonamenti sarebbero 135-150 e non 200… poco importa comunque.

Riporto qui sotto proprio la parte dell’articolo ove Eliseo Zanzarelli ci riferisce della soddisfazione sia al Comune che presso la cooperativa concessionaria:

«C’è stata, nei giorni scorsi, anche la prima fatidica apertura dei 31 parcometri disseminati per il centro abitato: quasi 1.400 euro sono stati scaricati, dopo appena tre giorni di attività, direttamente dalle macchinette erogatrici dei ticket. Un risultato soddisfacente sia a giudizio del Comune, sia secondo la ditta gestrice – coop Koiné di Torre Santa Susanna – considerato che si è ancora in un periodo di rodaggio e, soprattutto, i controlli rimangono piuttosto blandi. La proiezione annuale della cifra – gongolano i più ottimisti – conduce a ipotizzare un “jackpot” di 140-150mila euro, superiore quindi alle previsioni iniziali, che si fermavano a 120 mila euro per anno». 

MI SIA CONSENTITA QUALCHE RIFLESSIONE ELEMENTARE.

Sono stati scaricati 1.400 euro, pertanto il ricavo effettivo su cui può contare la ditta si ottiene innanzitutto scorporando l’IVA che la stessa concessionaria dovrà versare all’Erario: 1.400/1.21 = 1.157,02;

quindi dovrà sottrarsi l’aggio che deve essere riconosciuto al Comune: 1.157,02 – 20% = 925,62;

quest’ultimo importo rappresenta il ricavo netto riferito a tre giorni di svolgimento del servizio (non consideriamo comunque il sabato 3 novembre), pertanto il ricavo netto medio giornaliero può dirsi pari ad euro 308,54 (925,62/3).

Il ricavo giornaliero potenzialmente ritraibile dal servizio nell’ipotesi di piena occupazione di tutti gli stalli per tutte le 10 ore giornaliere è pari ad € 5.196,69, perciò si può dire che il servizio nei primi tre giorni ha funzionato al 5,94% della massima capacità produttiva.

Si può stimare inoltre l’incidenza giornaliera degli abbonamenti (200, nella composizione riferita di 190+10) e delle multe in euro 155,00.

Se si considera che i costi di gestione dovrebbero aggirarsi intorno ai 270.000 euro annui (compresi i costi figurativi, come l’ammortamento dei parcometri soprattutto alla luce del fatto che rimarranno di proprietà del Comune tra soli 4 anni, e compresa la TARSU per 41.000 euro), si può affermare che il servizio, rispetto ad oggi, dovrebbe incrementarsi di almeno 2 volte perché si possa raggiunga il cosiddetto BEP (punto di pareggio economico, che ovviamente non può essere l’obiettivo della ditta concessionaria che dovrebbe conseguire un utile). In sostanza si può ritenere che se il sistema dei parcheggi a pagamento lavorerà almeno due volte meglio che ora, la ditta concessionaria potrebbe raggiungere il pareggio.

ESISTONO TALI MARGINI DI MIGLIORAMENTO? STAREMO A VEDERE.

Ciò che non riesco proprio a capire è come mai la iniziale previsione di ricavi di 120.000 euro era stata ritenuta congrua, considerando che solo i dieci assunti dovrebbero costare alla cooperativa Koiné circa 154.000 euro?

Inoltre, come si fa a ritenere soddisfacente un ricavo annuo di 150.000 euro quando i costi attesi dovrebbero risultare quasi doppi rispetto a tale cifra?

Proprio questi interrogativi mi convincono che bene ho fatto, nei giorni scorsi, a presentare al Comune richiesta di accesso ad una serie di atti riguardanti, appunto, la gestione delle strisce blu al fine di verificare il rispetto di quanto previsto nel capitolato e per disporre di ulteriori informazioni utili a valutare la sostenibilità economico/finanziaria del servizio e la sua struttura dei costi fissi, soprattutto con riferimento al personale assunto.

Non mi dilungo oltre se non per mostrare la appena citata richiesta di documentazione inviata via PEC al protocollo del Comune in data 12 novembre 2012.

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