LA TEORIA DEL LIMONE

NAUSEA

È la sensazione che purtroppo provo quando entro nell’aula consiliare dopo che accadono fatti che ormai sono la regola piuttosto che l’eccezione.

Ed è la sensazione che ho provato venerdì scorso, 30 novembre, quando ai rappresentanti dell’opposizione una maggioranza “piccola piccola” (sempre più piccola) ha impedito di svolgere il proprio ruolo istituzionale: la corposa documentazione relativa agli argomenti all’ordine del giorno è stata resa disponibile (ma solo perché richiesta) alle 17.30 del giorno prima, nonostante l’esistenza di un ufficio la cui unica funzione sarebbe quella di supportare “nei tempi giusti” tutti i Consiglieri Comunali.

La tanto attesa mail delle “carte del consiglio” STRANAMENTE non è arrivata, come nelle occasioni precedenti, qualche giorno prima dell’assemblea, nonostante la mia nota del 14 agosto 2011 con la quale chiesi al Presidente del Consiglio di poter ricevere atti e convocazioni tramite posta elettronica certificata.

Né si è tenuta nei giorni precedenti, come di consuetudine durante le passate amministrazioni, la apposita riunione di commissione.

Il Consiglio Comunale tenutosi venerdì 30 novembre costituiva un appuntamento della massima importanza in quanto trattava, tra gli altri argomenti, l’ASSESTAMENTO GENERALE DI BILANCIO: in pratica l’ultimo atto dell’attività di programmazione dell’Ente, l’ultima possibilità di mettere mano al bilancio preventivo ad un solo mese dalla chiusura dell’anno. L’esame dell’argomento è, ovviamente, molto impegnativo per il Consigliere (soprattutto se di opposizione) in quanto deve verificare la natura, la consistenza e l’opportunità delle variazioni proposte al bilancio di previsione del Comune. Per una migliore analisi dell’argomento risulta assolutamente necessario l’incontro con il responsabile dei servizi finanziari che, solitamente, avviene durante la commissione consiliare appositamente convocata.

QUESTA VOLTA NIENTE COMMISSIONE! Per gli appassionati di statistica consiglio di mettere a confronto il numero delle sedute della VII Commissione Bilancio durante questa Amministrazione e durante quella precedente quando ci si è riuniti addirittura diverse decine di volte per il regolamento della mensa scolastica di competenza dei Servizi Sociali (e, perciò, di altra Commissione) con tanto di gettoni, permessi di assenza dal lavoro e relativi rimborsi ai datori di lavoro.

Come se non bastasse, all’ordine del giorno della seduta del Consiglio Comunale di venerdì scorso erano previsti altri importantissimi punti, tra i quali una modifica al regolamento edilizio, l’approvazione del programma comunale di interventi per il diritto allo studio per l’anno venturo, gli aumenti agli oneri di urbanizzazione ed al costo di costruzione, le  variazioni di bilancio, l’estinzione anticipata di mutui contratti con la cassa depositi e prestiti e l’approvazione dei verbali della precedente seduta.

Solitamente la seduta di assestamento di bilancio è monotematica o, tutt’al più, l’argomento principale è associato ad altri assolutamente secondari e poco impegnativi. Ma, per una Amministrazione che detesta essere contrariata e che sfugge sistematicamente al confronto, l’attività del Consiglio Comunale è una noiosa routine di mani che si alzano (più o meno inconsapevolmente) ad approvare ciò che passa il convento…niente più!

Ovviamente il sottoscritto (come del resto gli altri colleghi dell’opposizione) non ha potuto prepararsi sugli argomenti in discussione e, poiché non è mai stato abituato a scaldare la sedia, si è visto costretto, in segno di protesta e nella consapevolezza della inutilità della propria presenza, ad abbandonare i lavori dopo aver lasciato agli atti del Consiglio Comunale apposita dichiarazione.

Quanto successo è di una gravità inaudita in quanto mostra una maggioranza che, nonostante si riveli giorno dopo giorno sempre più inadatta a svolgere il proprio ruolo, anziché aprirsi al confronto assume atteggiamenti sempre più tracotanti, come quando- appunto- trasmette gli atti del Consiglio all’ultimo momento non consentendo ai Consiglieri di approfondire gli argomenti o come quando, fregandosene della dignità del Consiglio Comunale ne stravolge le deliberazioni attraverso audaci quanto illegittime riunioni di giunta (vedi 5^ farmacia), o come quando non risponde ad interrogazioni o interpellanze o, ancora, come quando subdolamente cambia le regole del gioco dopo che il gioco stesso è concluso (vedi delibera di nomina dei revisori dei conti).

Cosa si poteva fare se non andare via dal Consiglio? Forse restare, comunque impossibilitati ad intervenire proficuamente, per essere partecipi della distruzione della nostra città e del assalto alle tasche dei cittadini? Dovevamo forse assistere impotenti all’approvazione muscolare di atti attraverso cui un’Amministrazione sanguisuga sta applicando agli oritani la teoria montiana del limone: spremi tutto e poi butta via?

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