PAGARE O NON PAGARE, QUESTO È IL DILEMMA

Questi primi giorni del nuovo anno sono caratterizzati da una fastidiosa presenza nelle case degli oritani: IL POSTINO!

Centinaia, se non migliaia, sono gli avvisi di accertamento che i portalettere in servizio all’ufficio postale di Oria stanno inesorabilmente recapitando nelle case dei cosiddetti “furbi”. Ma siamo sicuri che i furbi stiano tutti da una parte? Per saperlo occorrerebbe conoscere alcune cosette: qualche legge, qualche orientamento giurisprudenziale, qualche circolare e qualche regolamento comunale.

Oggi qualche Consigliere di maggioranza non sembra interessato, come quando sempre Consigliere era… ma di opposizione, al disagio provocato ai cittadini ed alle lunghe file davanti alla porta dell’ufficio tributi.

Comunque per questa volta metto da parte qualsiasi considerazione di tipo politico per cercare di dare un concreto contributo ai cittadini che ne hanno un gran bisogno, stante proprio i disastri combinati da qualcuno.

In buona sostanza, provo a mettere a disposizione di tutti qualche utile elemento necessario per poter dare una risposta alla fatidica domanda che in questi giorni molti si pongono: ma devo proprio pagare? Avverto che, stante la complessità e vastità della materia, non potrò essere esauriente ma mi sforzerò almeno di essere chiaro il più possibile.

 1. TERMINI DI NOTIFICA DELL’AVVISO DI ACCERTAMENTO: QUALI ANNUALITÀ SONO ANCORA ACCERTABILI.

Per quanto riguarda questo primo punto le notizie non sono buone in quanto il Comune, per eseguire l’accertamento, ha a disposizione 5 anni dalla scadenza del pagamento non eseguito ovvero dalla scadenza di presentazione della dichiarazione a suo tempo omessa. In sostanza, se il mancato o insufficiente pagamento dell’ICI che scadeva, per esempio,  il 20 giugno 2006 è dipeso da una dimenticanza o dalla espressa volontà del contribuente di non versare quanto dovuto, senza però che fosse cambiato nulla circa i propri possedimenti immobiliari rispetto all’anno precedente, allora l’azione di accertamento è decaduta il 31/12/2011 (cioè il 31 dicembre del quinto anno successivo alla scadenza del versamento non eseguito).

Se invece il mancato versamento dell’imposta era, a suo tempo, dipeso da un mutamento della situazione di possesso di immobili che aveva determinato un aumento dell’imposta dovuta (per esempio per l’acquisto di un immobile) o, come più spesso avviene, per la variazione della rendita dell’immobile da parte del’Agenzia del Territorio, allora sussisteva l’obbligo di dichiarazione da eseguirsi nell’anno successivo (31/07/2007), perciò l’azione di accertamento è scaduta al 31 dicembre 2012 (cioè il 31 dicembre del quinto anno successivo alla scadenza di presentazione della dichiarazione ICI).

Ovviamente l’esempio proposto riguardante l’ICI vale anche per la TARSU.

In sintesi: se l’avviso riguarda il 2006 e non viene in esso contestata l’omessa dichiarazione, allora esso è nullo, essendo scaduto il termine per procedere all’accertamento il 31/12/2011. Se invece l’avviso di accertamento riporta la contestazione di omessa dichiarazione, esso non è nullo (per quanto preciserò più avanti) essendo il Comune decaduto dall’azione di accertamento solo qualche giorno fa: il 31 dicembre del 2012.

ATTENZIONE PERÒ ALLA CONTESTAZIONE DI “OMESSA DICHIARAZIONE” CON RIFERIMENTO ALL’ANNO 2006, IN QUANTO HO POTUTO CONSTATARE CHE IN MOLTI CASI LA MOTIVAZIONE RISULTA TUTT’ALTRO CHE COMPRENSIBILE IN EVIDENTE VIOLAZIONE DELLO STATUTO DEL CONTRIBUENTE. IN SOSTANZA NON SI COMPRENDE IL MOTIVO PER CUI SAREBBE STATA OMESSA LA DENUNCIA E VIENE FORTE IL SOSPETTO CHE LA CONTESTAZIONE  DELLA VIOLAZIONE POSSA SERVIRE UNICAMENTE A MANTENERE VIVA L’AZIONE DI ACCERTAMENTO SU UN’ANNUALITÀ ALTRIMENTI PRESCRITTA.

Ovviamente, tutte le annualità successive al 2006 sono ad oggi ancora tutte accertabili sia nel caso di un semplice “omesso versamento”, sia nel caso che l’omissione riguardi l’obbligo di denuncia.

ATTENZIONE: dal 01/01/2008 la dichiarazione ICI non deve essere presentata in caso di compravendita di immobili in quanto gli elementi rilevanti ai fini dell’imposta dipendono da atti per i quali sono applicabili le procedure telematiche attraverso il modello unico informatico (MUI). Si tratta del modello tramite il quale i notai effettuano la registrazione, la trascrizione, l’iscrizione e l’annotazione nei registri immobiliari, nonché la voltura catastale di atti relativi a diritti sugli immobili.

 2. VALIDITÀ DELL’AVVISO DI ACCERTAMENTO RICEVUTO DOPO IL 31 DICEMBRE 2012.

Ebbene si! Purtroppo l’avviso di accertamento recapitato nel nuovo anno è valido, a condizione però che il Comune abbia consegnato gli avvisi all’ufficio postale entro il 31 dicembre 2012. Ogni avviso dovrebbe recare un timbro di colore rosso (timbro di partenza) che dovrebbe riportare la data massima del 31/12/2012 perché l’avviso non sia viziato da nullità. Alla notifica dell’avviso di accertamento è infatti applicabile l’art. 60 del DPR nr. 600/73 (così come modificato dal comma 27 dell’art. 37 D.L. nr. 223/2006) per cui “qualunque notificazione a mezzo del servizio postale si considera fatta nella data della spedizione; i termini che hanno inizio dalla notificazione decorrono dalla data in cui l’atto è ricevuto”. In altre parole possiamo dire che ai fini dell’accertamento, la notifica è tempestiva se nei termini di decadenza è effettuata la spedizione.

Laddove non fosse leggibile la data sul timbro di partenza e si è ricevuto l’avviso nel 2013, potrebbe essere al più percorribile un’altra strada che, tuttavia, preanuncio essere molto tortuosa: quella della contestazione non già della regolarità notificazione quanto piuttosto del pregiudizio subito per non aver avuto conoscenza circa il rispetto o meno, da parte del Comune, dei termini decadenziali.

3. NOTIFICA DI AVVISI DI ACCERTAMENTO DI IMPORTO INFERIORE AD € 10,33. (LEGGASI 30 EURO)  [VEDI POST DEL 11/01/2013]

Tanto il Regolamento ICI all’art. 11 quanto, soprattutto, il Regolamento per la Disciplina delle Entrate del Comune di Oria all’art. 31, riportano che il versamento del tributo o della sanzione tributaria non è dovuto qualora l’ammontare non superi  l’importo di lire 20.000, quindi € 10,33.

4. APPLICAZIONE DELLA SANZIONE PER OMESSA DICHIARAZIONE AD OGNI SINGOLO ANNO.

Si è ormai consolidato un orientamento giurisprudenziale, recentemente ribadito anche dalla Suprema Corte di Cassazione, secondo cui in caso di omessa denuncia Tarsu o ICI protratta per più di una annualità d’imposta la sanzione applicabile deve essere unica da determinare attraverso l’istituto del cumulo giuridico cioè mediante l’aumento dalla metà al triplo da applicare alla sanzione base prevista per l’omessa denuncia. La graduazione della sanzione dovrà essere fatta sulla base della valutazione  eseguita ai sensi dell’art. 7, comma 1, del D. Lgsl. 473/97, cioè sulla base della personalità del trasgressore e della pericolosità e gravità del comportamento, tenuto conto sia degli anni d’imposta coinvolti nella continuazione, sia della reale consistenza del danno prodotto. In nessun caso, comunque, la sanzione irrogata potrà essere superiore a quella risultante dal cumulo materiale delle sanzioni previste per le singole violazioni.

Se pertanto siete destinatari di più avvisi di accertamento riguardanti più anni e vi è stata contestata la violazione della “omessa denuncia” per ciascun periodo d’imposta, potete giocarvi la carta del cumulo giuridico attraverso il ricorso tributario oppure, preferibilmente, utilizzando il più economico istituto dell’accertamento con adesione da attivare entro il termine per ricorrere (60 gg. dalla notifica dell’atto).

Per ora termino qui, con l’impegno però di ritornare sull’argomento laddove ce ne fosse la necessità.

Share
Questa voce è stata pubblicata in tributi e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

I commenti sono chiusi.