PASTICCIO TARES: MANCA LA DELIBERA! TASSA INVALIDA?

downloadLo sappiamo che il Sindaco ama scrivere, per cui non ci siamo meravigliati quando ha deciso di farlo anche in occasione della maxistangata TARES che, proprio in questi giorni, sta raggiungendo le famiglie e gli operatori commerciali oritani.

Molti cittadini, vedendosi recapitare siffatta fregatura, anche un po’ disorientati dalle notizie televisive e dei giornali riguardanti un nuovo tributo unico comunale (che ogni giorno cambia nome), hanno addirittura pensato che quella lettera con importi così elevati comprendesse anche la rata dell’IMU, anch’essa di prossima scadenza.

Ma ritorniamo al comunicato stampa del Sindaco per evidenziare che nella pratica della sua migliore specialità, ossia lo scaricabarile, come spesso accade dice cose inesatte in quanto è si vero che la TARES è figlia di una legge dello Stato ma è altrettanto vero che l’applicazione della stessa poteva essere rinviata al 2014, come hanno fatto molti comuni anche in Provincia di Brindisi. Così come è anche vero che è il Comune che decide l’impatto che la tassa deve avere sui cittadini. L’apoteosi, nel comunicato di Pomarico, si raggiunge poi quando si illustrano le agevolazioni contenute nel regolamento TARES, come per esempio l’abbattimento del 60% per gli abitanti di zone dell’agro di fatto non servite dal servizio porta a porta.

Ma quello del comunicato è lo stesso Sindaco Pomarico che per ben due anni ha introitato pienamente (anziche con la riduzione del 80%) oltre che indebitamente la TARSU anche dagli abitanti delle campagne? È lo stesso Sindaco Pomarico che rimase stupito quando in un Consiglio Comunale io affermai (semplicemente per averlo letto nel contratto siglato tra ATO BR2 e Monteco oltre che averlo constatato nella realtà) che il servizio porta a porta non veniva svolto in tutto l’agro?  È  lo stesso Sindaco Pomarico che mi rispose (è tutto a verbale) di portargli casi concreti che dimostrassero ciò che affermavo e che, invece, a lui risultava che il servizio era svolto dappertutto allo stesso modo?

È appena il caso di osservare come il Sindaco nei suoi comunicati si elevi fino a raggiungere una sorta di condizione di “santità” al cospetto dei suoi concittadini, tanto da perdere il controllo delle cose reali e concrete e, quindi, degli atti che la sua stessa Amministrazione va compiendo, come è accaduto questa volta con riferimento proprio alla TARES. E, di sicuro, non lo aiuta a capire ciò che accade intorno a lui l’altra intensa attività, da almeno due anni a questa parte, del nostro primo cittadino che è quella di dirimere le continue beghe interne di una amministrazione ormai agli sgoccioli (vedi ultimo Consiglio Comunale) e che tuttavia sembra ancora in grado di produrre ingenti danni alla città.

CIÒ CHE STO PER DENUNCIARE È DI UNA GRAVITÀ INAUDITA PER IL COMUNE DI ORIA. SI TRATTA DI COSA MAI ACCADUTA PRIMA NELLA STORIA AMMINISTRATIVA DEL NOSTRO COMUNE E, CREDO, NON SIA CASUALE CHE SI SIA VERIFICATA PROPRIO IN QUESTO PARTICOLARE MOMENTO IN CUI UNA AMMINISTRAZIONE, LACERATA ED INCAPACE, STA AMMINISTRANDO IL COMUNE IN MANIERA ASSOLUTAMENTE DISSENNATA.

Ai Comuni, come Oria, che hanno optato per l’applicazione della TARES già dal 2013, la legge richiedeva di svolgere determinati adempimenti entro il termine di approvazione del bilancio di previsione per l’esercizio 2013:

1) approvare il regolamento istitutivo della TARES, e il Comune di Oria lo ha fatto;

2) approvare il piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti, redatto dal soggetto che svolge il servizio, e il Comune di Oria lo ha fatto;

3) approvare le scadenze per l’esecuzione dei versamenti, e il Comune di Oria- anche se in ritardo- lo ha fatto;

4) approvare le tariffe del tributo, E IL COMUNE DI ORIA NON LO HA FATTO!

L’art. 14 del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, che ha istituito il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (TARES), al comma 23 stabilisce che: «il consiglio comunale deve approvare le tariffe del tributo entro il termine fissato da norme statali per l’approvazione del bilancio di previsione, in conformità del piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti, redatto dal soggetto che svolge il servizio stesso ed approvato dall’autorità competente».

Negli avvisi TARES che stiamo ricevendo in questi giorni, viene spacciata per deliberazione delle tariffe quella di approvazione del piano finanziario, ossia la delibera del C.C. n. 34 del 8 novembre 2013. Ciò è assolutamente falso in quanto il piano finanziario ha la funzione di definire i costi di gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani nella loro componente fissa e variabile e, quindi, individuare i criteri di ripartizione di questi costi tra famiglie ed attività economiche, ed all’interno di queste far pesare parametri quali la numerosità dei nuclei familiari e la propensione a produrre rifiuti a seconda dell’attività commerciale svolta. Il piano finanziario stabilisce criteri, non fissa tariffe, né queste possono essere desunte dai dati contenuti nel piano stesso.

NON PROVASSE QUALCUNO AD INSISTERE CHE CON LA DELIBERA N. 34 VENGONO DETERMINATE LE TARIFFE, PERCHÉ NON È AFFATTO COSÌ!

SFIDO CHIUNQUE, UTILIZZANDO LE INFORMAZIONI CONTENUTE NELLA CITATA DELIBERA E NELL’ALLEGATO PIANO FINANZIARIO, A DETERMINARE LA TARIFFA DI CASA PROPRIA! È IMPOSSIBILE!

Si veda cosa hanno fatto tutti gli altri Comuni d’Italia: hanno approvato il regolamento, poi il piano finanziario, poi le scadenze, poi le tariffe in conformità al piano finanziario. Chiunque può constatare quanto affermo semplicemente facendo una rapida ricerca negli albi pretori dei vari comuni.

Del resto l’approvazione delle tariffe entro il termine di approvazione del bilancio di previsione quale condizione per l’applicazione delle stesse sin dal primo gennaio dell’anno in corso è principio fondamentale conosciutissimo agli operatori amministrativi. Riportio tuttavia, per i più recalcitranti alla applicazione delle regole, quanto disposto dal comma 169 dell’art. 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296:

«gli enti locali deliberano le tariffe e le aliquote relative ai tributi di loro competenza entro la data fissata da norme statali per la deliberazione del bilancio di previsione. Dette deliberazioni, anche se approvate successivamente all’inizio dell’esercizio purché entro il termine innanzi indicato, hanno effetto dal 1° gennaio dell’anno di riferimento. In caso di mancata approvazione entro il suddetto termine, le tariffe e le aliquote si intendono prorogate di anno in anno».

Cosa succederà ora? A mio modesto avviso la TARES non è applicabile per il 2013 bensì dall’anno prossimo, sempre se si provvederà ad approvare le tariffe. In realtà si tratta di un grosso pasticcio in quanto il regolamento TARES è pienamente operativo dal 2013 ma la stessa tassa non sarebbe applicabile per mancanza di approvazione, nei termini previsti, delle relative tariffe.

Ovviamente mi astengo dallo svolgere osservazioni sulla significatività del Bilancio di Previsione 2013 appena approvato, soprattutto alla luce di quanto sopra riportato. Sul bilancio ritornerò in seguito, intanto prego vivamente i signori Revisori dei Conti di prestare la massima attenzione all’attività amministrativa del Comune di Oria, dove nulla si può dare per scontato.

Share
Questa voce è stata pubblicata in tributi e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

I commenti sono chiusi.