PUBBLICA DISINFORMAZIONE A PAGAMENTO

 

Mercoledì 23 gennaio 2013, nel corso della edizione delle ore 14.00 (con replica alle 19.30)  il Tg3 Regionale della Puglia ha dedicato un servizio alla questione della chiusura al pubblico del Castello di Oria ed alla lettera indirizzata dal Sindaco alla Borgo Ducale Srl, proprietaria dello stesso.

Per chi non lo avesse visto (clicca qui per vederlo, a partire dal minuto 13,25) vi dico subito che il servizio giornalistico in questione rappresenta senza dubbio il più classico e mortificante esempio di “disservizio pubblico” oltre che di attività di “pubblica disinformazione”. L’autore del servizio, Mimmo Spina (nella foto in alto, di origini oritane), nel trattare la questione della chiusura alle visite turistiche del Castello Svevo di Oria ha infatti riportato una sequenza di notizie palesemente errate che evidenziano, nella migliore delle ipotesi, una ingiustificabile ed inescusabile superficialità nell’attività di approfondimento e ricerca che dovrebbe sempre precedere la preparazione di un servizio e la messa in onda dello stesso, soprattutto sulle frequenze gestite dal servizio pubblico nazionale, finanziato da noi cittadini attraverso il canone.

Non risponde al vero che il Castello nel 2007 è stato venduto dal Comune alla società Borgo Ducale Srl della famiglia Romanin-Caliandro in quanto la Civica Amministrazione di Oria ha perso la proprietà del Castello sin dal 1933 quando fu permutato con il Palazzo Martini di proprietà, appunto, della famiglia Martini Carissimo. Anche ad ignorare le vicende riguardanti la storia recente del Castello, di cui comunque la redazione del TG3 Puglia si è a suo tempo occupata, che il maniero nel 2007 fosse già in mani private da ben settantaquattro anni si sarebbe potuto desumere attraverso una lettura, anche superficiale, della lettera che l’attuale Sindaco di Oria ha indirizzato alla Borgo Ducale Srl nei giorni scorsi, oltretutto commentata e mostrata nel servizio.

Vero è, semmai, il contrario e cioè che l’Amministrazione Ferretti, insieme a tutte le forze all’epoca all’opposizione che all’unanimità in tal senso deliberarono nel corso di un’adunanza monotematica del Consiglio comunale, cercò in tutti i modi di rientrare in possesso del Castello, purtroppo invano, attraverso il diritto di prelazione concesso per legge alla pubblica amministrazione nel caso di compravendita tra privati di monumenti di interesse culturale.

Altra notizia destituita da qualsiasi fondamento di verità, riportata nel servizio, è quella secondo cui nel 2010, appena dopo la riapertura del Castello al termine dei lavori di restauro, iniziarono le prime battaglie tra la famiglia Romanin e la nuova Giunta Comunale su questioni che riguardavano il rilascio di licenze per la somministrazione di alimenti e bevande all’interno della struttura.  Risulta vero, invece, che Il diniego alla autorizzazione fu dato dal Responsabile del Settore Attività Produttive il 17 dicembre 2010, pertanto, appena quattro giorni dopo il termine dell’Amministrazione Ferretti e circa cinque mesi prima dell’insediamento di Cosimo Pomarico, attuale Sindaco di Oria.

La notizia secondo cui l’attuale Amministrazione ha negato le autorizzazioni amministrative che, al contrario, la precedente avrebbe promesso, risulta poi in toto assolutamente falsa oltre che gravemente lesiva della reputazione di coloro, ex Sindaco Ferretti per primo, che in quel tempo facevano parte della Giunta Comunale.

Nessun rappresentante dell’Amministrazione precedente avrebbe potuto promettere alcunché ad alcuno se non commettendo un gravissimo reato che il redattore del servizio non solo, egli solo, non riesce a cogliere, ma ancora più avventatamente riesce anche ad attribuire al Sindaco ed alla Giunta in carica nel 2010, ledendo enormemente reputazione  ed onorabilità di Ferretti e dei suoi assessori dell’epoca.

Certo sarebbe interessante conoscere la fonte informativa che ha ispirato il servizio, giacché le notizie false somministrate mettono in cattiva luce principalmente la passata Giunta e la proprietà del Castello, salvando l’attuale Amministrazione che, invece,  avrebbe fatto la voce grossa attraverso la missiva indirizzata nei giorni scorsi alla Borgo Ducale Srl che, sarebbe appena il caso di aggiungere, è stata però spedita con almeno un anno e mezzo di ritardo.

Per i motivi riferiti, Mimino Ferretti non ha potuto far altro che incaricare un legale di sua fiducia di inviare formale diffida alla redazione del TG3 Puglia, ai sensi dell’art. 32 quinquies D.Lgs. n. 177/2005 e successive modificazioni, a trasmettere apposita rettifica in fascia oraria e con il rilievo corrispondente a quello della trasmissione del 23 gennaio scorso.

La Rettifica è stata trasmessa nel telegiornale delle ore 14 del 25 gennaio (clicca qui per vederlo, a partire dal minuto 10,42), quindi nella giusta fascia oraria, quanto però al fatto se abbia o meno avuto “rilievo corrispondente a quello della trasmissione del 23 gennaio scorso”, nutro forti dubbi: personalmente non mi ha soddisfatto.

Ferretti si è comunque riservato in ogni caso la proposizione di ogni azione civile e penale nei confronti del responsabile del servizio.

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