RESOCONTO DI UN’ESPERIENZA

10516770_857585120918583_9158564208881122348_nDopo tre mesi dalla caduta dell’Amministrazione Pomarico, ritorno a scrivere: è doveroso farlo considerato che si è chiusa quella esperienza di consigliere comunale per la quale creai il blog e mi sembra gusto renderne conto, con questo mio ultimo post, a chi mi ha seguito. Ho continuamente rimandato questo momento per la necessità di rifiatare dopo tre anni e mezzo di opposizione condotta non come avevo sperato ma come sono stato costretto: tre anni e mezzo di solitudine politica, abbandonato da tutti coloro che avevano il sacrosanto dovere di fare opposizione ma hanno scelto, salvo rare e circostanziate eccezioni, di non farla e di fregarsene di tutto. Mi riferisco a quella parte politica che, sconfitta alle elezioni del 2011, si è subito dopo praticamente dissolta, eclissata, sciolta come neve al sole: movimenti, partiti, candidati, tutti coloro che in campagna elettorale si erano infiammati.

L’esperienza all’opposizione della peggiore Amministrazione che Oria abbia mai avuto (lo dico convintamente) è stata per me tutto sommato negativa sia per le ragioni appena esposte, sia per ciò che la Città ha dovuto subire: mai si era vista tanta imperizia e impreparazione nella conduzione amministrativa della Città, mai si era vista una azione politica condotta così tanto lontano dagli interessi pubblici, mai vista prima Oria nelle condizioni in cui è stata negli ultimi tre anni e mezzo: sporca e lasciata in balia di se stessa. Capisco che l’ambizione sia un fattore necessario nell’uomo politico, ma sono anche convinto che quando questa non è accompagnata dalla consapevolezza dei propri mezzi, possa diventare uno strumento pericolosissimo capace di produrre danni, soprattutto per gli amministrati. Ovviamente non attribuisco responsabilità solo al Sindaco Pomarico, ma a tutta la sua squadra. Sul piano politico, non si è mai assistito ad una condotta così ondivaga e nel contempo litigiosa: Sindaco contro Segretario e viceversa, Segretario contro dipendenti, dipendenti contro dipendenti. Accuse, controaccuse, conferenze stampa, esposti, denunce, revoche, licenziamenti: di questo si è occupato il Sindaco con i suoi per circa due dei tre anni e mezzo di mandato, non dei cittadini e della città. Intanto, sul piano amministrativo, è accaduto l’imponderabile: non si era mai sentito, per esempio, di finanziamenti già ottenuti e revocati perché l’Ufficio Tecnico non è riuscito a fornire, nonostante tutte le proroghe, uno straccio di progetto esecutivo pur disponendo del “definitivo” (vedasi plesso scolastico Camillo Monaco con due finanziamenti revocati per oltre 400.000 euro: addio palestra, addio ristrutturazione, addio impianto fotovoltaico). E il Sindaco e l’Assessore dov’erano? Non si era mai sentito della revoca di un finanziamento di 500.000 euro perché il Sindaco ha deciso in tutta autonomia che l’opera non servisse. Mi riferisco al finanziamento ottenuto dalla precedente amministrazione per la riduzione del rischio idrogeologico attraverso il ripristino della funzionalità della vora di contrada Danusci nella quale conferisce il canale della Pezza dell’Abate. Finanziamento per il quale il Comune di Oria avrebbe solo dovuto investire poche decine di migliaia di euro (di cui una parte già spese) per le necessarie indagini geologiche preventive. Il tutto a fronte di ben 500.000 euro utili a limitare i gravi disagi che moltissime famiglie patiscono in occasione di forti piogge (scantinati allagati, strade impraticabili, danni alle abitazioni, ecc.). Risultato? Il Sindaco (ora ex, per fortuna) ha rinunciato senza nemmeno interpellare Consiglio e Giunta: lo ha fatto con una delle sue letterine, quasi si trattasse di qualcosa che riguardasse la propria famiglia: ASSURDO! E poi ci sono alcune centinaia di migliaia di euro di interessi passivi pagati inutilmente (cioè gettati dalla finestra), e gli incarichi diretti (senza alcuna selezione) a professionisti ed imprese per decine e decine di migliaia di euro, e tanto altro ancora che a questo punto sembra anche inutile rivangare ma che è scolpito sulla pietra di questo blog e scritto nelle carte ufficiali della MIA attività di opposizione.

E Ora… che fare?

Ora, che secondo le voci di paese si sono riaperti i dispositivi criogenici nei quali erano rinchiusi, a tempo, coloro che hanno preferito l’ibernazione rispetto ad occuparsi della nostra povera Oria maltrattata dall’Amministrazione Pomarico, si impone una riflessione, almeno per ciò che mi riguarda personalmente.

La mia esperienza politica è iniziata come assessore dell’Amministrazione Ferretti e poi è proseguita come consigliere di opposizione durante l’ultima consiliatura. Entrambe le esperienze si sono concluse con la cacciata del Sindaco. Nel 2006, quando decisi di candidarmi per la prima volta lo feci convinto di poter portare qualcosa di nuovo e nella consapevolezza che i cambiamenti si possono stimolare e finanche imporre solo dall’interno: se stai fuori, non conti nulla! Seguendo tale linea, ho sempre fatto ciò che credevo e dovevo, senza risparmiarmi. In tutto questo tempo ho osservato ciò che accadeva intorno a me: le dinamiche e, soprattutto, le persone. L’esperienza in maggioranza e quella in opposizione mi hanno garantito una visione a 360 gradi della situazione politica ed amministrativa del nostro comune. Ho preso coscienza di ciò che a mio avviso si è sbagliato e, soprattutto, si continua a sbagliare! Ciò che ha fatto entrare Oria in un penoso vortice di cattiva politica da cui occorre uscire.

Personalmente sono giunto alla conclusione che fare politica per continuare a sbagliare sarebbe diabolico oltre che distruttivo; i latini dicevano “errare humanum est, perseverare autem diabolicum”: il problema è che a Oria si vuole vincere a tutti i costi e per fare ciò si è costretti a raggiungere compromessi di ogni genere con professionisti delle elezioni che tutto hanno a cuore tranne che la propria città, peraltro inducendo- con il proprio operato quotidiano- i concittadini ELETTORI a convincersi grillinamente che “tanto i politici sono tutti uguali“, assioma questo che a mio avviso è l’anticamera della totale degenerazione della politica e della perdita di ogni speranza.

Questi tre mesi lontano dalla bassa politica mi hanno disintossicato: mi dedico a famiglia e lavoro e sto bene, ed intenderei continuare a stare bene. Chi mi conosce sa che quando dico una cosa e ne sono convinto non torno indietro, e di una cosa sono assolutamente convinto:

CHE DI QUESTO MODO DI FARE POLITICA NON NE VOGLIO PIÙ SAPERE!

Non nascondo però che mi piace pensare che il nostro futuro è nelle nostre stesse mani e che mi piacerebbe se si creasse entusiasmo intorno ad un progetto NUOVOSERIO e di cambiamento VERO. Mi riferisco ad un progetto politico che non nasca per vincere a tutti i costi ma, se vince, vincono tutti gli oritani.

Un progetto che ridia al Sindaco i poteri che la legge gli attribuisce e che i signori delle elezioni gli hanno sistematicamente sottratto.

Un progetto che vada oltre gli inutili steccati ideologici e le appartenenze dichiarate: ma veramente crediamo che per far crescere una città di soli 15 mila abitanti possa esistere una ricetta di destra ed una di sinistra? O forse sono le PERSONE che contano?

Un progetto che preveda un Sindaco disposto a rimettere l’incarico anche dopo un solo giorno pur di non svendere la propria dignità e quella dei concittadini, per evitare che poi venga a dire: “mi hanno ricattato per tre anni”.

Un progetto che spezzi definitivamente l’usanza di garantire ai consiglieri eletti la nomina dell’assessore, evitando ciò che succede ormai da molti anni per cui la politica rimane riservata a quei consiglieri professionisti delle elezioni che, saltando gli steccati come se niente fosse, imperversano negli uffici attraverso il proprio assessore per perseguire interessi di dubbia utilità, riducendo intanto a sudditanza lo stesso Sindaco;

Un progetto che ridia al Consiglio Comunale la dignità che merita: un tempo, quando il Consiglio era più qualificato, si che si discuteva seriamente dei problemi della Città.

Un progetto che preveda una seria e definitiva pacificazione nel Palazzo e che sradichi una volta per tutte la commistione tra politica e servizio pubblico.

Un progetto che preveda una squadra di amministratori scelti secondo criteri di competenza, entusiasmo, voglia di fare e disponibilità.

Un progetto che preveda la pulizia delle liste da quei personaggi che hanno imperversato a destra e a sinistra determinando danni irreversibili alla collettività.

Un progetto che faccia finalmente vivere e respirare i partiti, i movimenti ed anche le associazioni: non è una utopia, del resto gli interlocutori dell’Amministrazione sono liberamente scelti da chi ne è a capo.

Un progetto che preveda un programma elettorale e di mandato VERO e non tratto dal grande libro delle favole, tanto poi si dice che lo stato delle finanze comunali è disastrato (ovviamente per colpa degli altri), e chi se ne frega se non si realizza un tubo di ciò che era stato promesso.

Da quando, da qualche anno, vado sostenendo questi principi più di qualcuno mi ha detto che di politica non capisco un cazzo!

Può darsi che di “questa politica” non ne capisca niente, ma forse… in quanto a certi valori per me assolutamente non negoziabili quali la coerenza ed il rispetto per la propria dignità e per gli altri, forse qualche lezione a più di qualcuno posso darla!

Per fortuna ho incontrato anche chi ci crede veramente nella possibilità di cambiamento. La domanda è: che riscontro può avere in Oria un progetto simile che per riuscire avrebbe bisogno della partecipazione attiva di molti?

Se non ci sono ancora gli spazi per affermare i principi prima richiamati, pazienza… ce ne faremo una ragione e ce ne staremo a casa (per me non sarebbe un problema, anzi) in nome di quel principio di democrazia che recita che ogni popolo ha la guida che si merita, lasciando intanto Oria, ancora per qualche anno,  a macerare!

FORSE NON ABBIAMO ANCORA TOCCATO IL FONDO.

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